Scritto il 11/10/2026
da Comune di Cammarata

LA RIAPERTURA DI UN SANTUARIO. IL RITORNO DI UNA CASA. IL CUORE DI DUE COMUNITÀ CHE TORNA A BATTERE INSIEME
Dopo un lungo tempo di attesa, il Santuario riapre le sue porte e con esso si rinnova una storia di fede che attraversa i secoli e continua a vivere nel cuore di ogni cammaratese e di ogni sangiovannese.
Ieri, 10 ottobre 2026, Cammarata ha vissuto un momento destinato a rimanere nella memoria della comunità: la solenne riapertura del Santuario di Maria Santissima Cacciapensieri.
Al termine di un importante e complesso intervento di restauro e consolidamento, realizzato grazie ai fondi del PNRR, il Santuario torna finalmente ad accogliere i fedeli, restituendo al territorio uno dei suoi luoghi più amati e significativi, custode di secoli di fede, arte e tradizione.
La riapertura rappresenta molto più della restituzione di un edificio al culto: è un segno di rinascita religiosa, culturale e civile. È il ritorno di un luogo che appartiene alla memoria collettiva, all'identità e alla storia di due comunità profondamente legate alla devozione verso la Vergine Santissima Cacciapensieri.
Le origini del Santuario affondano nella storia della nostra terra. Costruito dopo il 1579, accolse le opere provenienti dalla precedente chiesa, fondata nel 1141 da Lucia di Cammarata. Nel corso dei secoli, il complesso fu arricchito da affreschi, stucchi e da un prezioso pavimento in marmo donato da Ferdinando II, divenendo un importante punto di riferimento spirituale e meta di pellegrinaggi.
Un legame di fede e devozione che trova una delle sue espressioni più significative nel voto perpetuo del 1627, quando, dopo essere stata liberata dal flagello della peste per intercessione della Vergine Santissima Cacciapensieri, la popolazione promise eterna gratitudine e devozione. Una promessa che, ancora oggi, testimonia la profondità del rapporto tra la Madonna e il suo popolo.
Alla cerimonia di riapertura erano presenti i Sindaci delle due comunità, le autorità militari, religiose e civili, il Comitato dei festeggiamenti in onore di Maria Santissima Cacciapensieri e San Giuseppe, insieme a tantissimi cittadini che hanno condiviso con emozione e gratitudine questo momento tanto atteso.
Una giornata vissuta con profonda partecipazione, nella consapevolezza delle difficoltà affrontate durante il periodo di chiusura e con la gioia di poter finalmente ritrovare un Santuario rinnovato, più sicuro e pronto ad accogliere nuovamente le comunità.
Il Sindaco dichiara:
«La riapertura del Santuario di Maria Santissima Cacciapensieri rappresenta una giornata di straordinario valore per le nostre comunità. Restituiamo ai cittadini un luogo simbolo della nostra identità, della nostra storia e della nostra fede.
Questo importante intervento di restauro consegna alle future generazioni un patrimonio prezioso, che continuerà a essere un punto di riferimento spirituale, culturale e sociale. È un risultato reso possibile dalla collaborazione tra istituzioni, Chiesa e comunità, unite dalla volontà di custodire e valorizzare uno dei luoghi più rappresentativi del nostro territorio.
Oggi celebriamo non soltanto la riapertura di un Santuario, ma il ritorno di una casa: un luogo che appartiene al cuore di ogni cammaratese e di ogni sangiovannese.
Desidero esprimere la mia più sincera gratitudine a tutti coloro che, con professionalità, dedizione e spirito di servizio, hanno contribuito alla realizzazione di questo importante intervento: alle istituzioni, ai tecnici, alle maestranze, al parroco, ai collaboratori della parrocchia e a quanti, in modi diversi, hanno sostenuto e accompagnato questo progetto.
Da oggi il Santuario torna a essere casa di preghiera, di consolazione e di speranza per tutti. Che Maria Santissima Cacciapensieri continui a proteggere e benedire il nostro popolo».
La riapertura del Santuario segna così l'inizio di una nuova pagina di una storia antica, nella quale fede, memoria e appartenenza continuano a intrecciarsi.
Perché riaprire le porte di un Santuario significa molto più che riaprire una chiesa: significa ritrovare le proprie radici, custodire la propria storia e tornare a sentirsi comunità.
SRVIZIO DI COMUNICAZIONE
Resp. Francesca Orfeo